Analisi a luce radente
L’analisi a luce radente è una tecnica diagnostica ottica non invasiva, utilizzata per esaminare la morfologia superficiale delle opere d’arte. Il metodo prevede l’impiego di una sorgente luminosa disposta con angolazione molto bassa rispetto al piano del manufatto. In tal modo, la luce radente genera ombre marcate che evidenziano anche minime discontinuità della superficie.
Di conseguenza, è possibile rilevare crettature, sollevamenti, deformazioni del supporto, abrasioni e distacchi degli strati pittorici. Inoltre, questa modalità consente di osservare dettagli relativi alla tecnica esecutiva, come impronte di pennellate, rilievi materici, stratificazioni cromatiche e pentimenti.
La luce radente viene applicata non solo su superfici pittoriche, ma anche su elementi scultorei, dorature e decorazioni complesse. Tra i principali vantaggi vi sono la rapidità, la non invasività e l’elevata capacità di segnalare alterazioni fisiche. Per tale motivo, la tecnica è spesso impiegata come strumento di primo livello durante campagne di diagnostica integrate.
Viene infatti combinata con altri metodi, quali la riflettografia infrarossa, la radiografia e le analisi multispettrali, per una valutazione più approfondita dello stato conservativo. In contesti di monitoraggio periodico, risulta particolarmente utile grazie alla sua semplicità d’uso e alla possibilità di confronto nel tempo.
In conclusione, l’analisi a luce radente rappresenta uno strumento fondamentale nel protocollo diagnostico, in quanto consente di raccogliere informazioni utili sia per la conservazione preventiva sia per la progettazione di interventi di restauro sostenibili e coerenti con la natura del bene culturale.